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Cave Science Pills

Due pillole a settimana per osservare, raccontare e
documentare gli ambienti carsici in modo consapevole

Dall'11 febbraio 2021 il giovedì alle ore 21:00

Ph. Grotta Guernica, Sandro Sedran, S-Team.

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GIOVEDI’ 4 MARZO ORE 21:00

Introduce il Prof. Bartolomeo Vigna

Dott.ssa Simona Cafaro

I Monti Alburni: dal Pliocene ad oggi.

Dott.Claudio Pastore

Una montagna e le sue acque: Alburni (Campania).

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Il Ciclo “Cave Science Pills” è una serie di piccole lezioni di grotta online, inquadrate nell’ambito dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo 
http://iyck2021.org/

Dall'11 febbraio 2021

Un appuntamento fisso,
ogni giovedì sera
dalle 21:00 alle 22:00

Il ciclo "Cave Science Pills"

Organizzata da Associazione Grotte Turistiche Italiane, Società Speleologica Italiana, Associazione Speleopolis, con il patrocinio dell'Unione Internazionale di Speleologia, del Club Alpino Italiano e dell'International Show Caves Association.

Le lezioni si terranno tutti i Giovedì sera tra le 21:00 e le 22:00, a partire dall'11 Febbraio 2021 e sono aperte a chiunque sia interessato (speleologi, guide delle grotte turistiche, semplici appassionati). 

Le "pillole di scienza" saranno tenute da giovani, ricercatori e speleologi, su argomenti di ricerca in ambito scientifico-speleologico nelle grotte italiane e complessivamente tratteranno una notevole varietà di materie.

Le puntate

Ogni serata verrà introdotta da un esperto in materia e saranno proposte due presentazioni.

Ad una pillola di 20 minuti segue uno spazio di 10 minuti per rispondere ad alcune domande scelte dai commenti provenienti delle varie piattaforme connesse.

Una occasione straordinaria

Ogni puntata è costituita da due piccole lezioni tenute da giovani, ricercatori e speleologi, su argomenti di ricerca in ambito scientifico-speleologico nelle grotte italiane, con una notevole varietà di materie trattate. 

Le presentazioni avranno un linguaggio molto semplice e chiaro, didattico e divulgativo, poiché sono rivolte ad un vasto pubblico verosimilmente curioso o anche professionalmente interessato, come può essere per le guide di grotte turistiche.

La serie di “pillole di scienza di grotta” è una grande opportunità per presentare la ricchezza degli ambienti ipogei e le grotte come luoghi di ricerca. È anche una grande occasione per gli speleologi e per le guide turistiche che possono conoscere meglio le grotte, imparare ad osservarle, per poi raccontarle e documentare in modo più efficace, rispettoso e consapevole.

Un archivio didattico aperto

Le "pillole di scienza" verranno registrate e pubblicate  online su di uno specifico canale  “Cave Science Pills” e formeranno un archivio didattico, aperto e a disposizione di tutti, che potrà arricchirsi nel tempo di nuovi contenuti.

Cave Science Pills YouTube Channel

You Tube Channel

Cave Science Pills

un archivio didattico, aperto e a disposizione di tutti.

Cave Science Pills

Scarica e divulga la locandina

Contribuisci a far conoscere le Pillole di Scienza.
Scarica e distribuisci la locandina al tuo gruppo, ai tuoi colleghi, agli amici speleo, agli allievi del corso, a chi è curioso di sapere qualcosa di più degli ambienti ipogei

IL PROGRAMMA

Giovedì 11 Febbraio 2021, 21:00-22:00

Vincenzo Spagnolo
Neanderthal in Puglia. Alla scoperta delle memorie custodite dalle grotte.

Andrea Columbu
Com'era il clima in Sud Italia durante la scomparsa dei Neanderthal? Ce lo dicono le stalagmiti


Giovedì 18 Febbraio 2021, 21:00-22:00

Ilenia M. D’Angeli
Il carsismo sulfureo della Calabria: come riconoscerlo e studiarlo

Luca Pisani
Il flusso dei fluidi nel sottosuolo del Massiccio della Majella: dalle fratture alle grotte sulfuree.


Giovedì 25 Febbraio 2021, 21:00-22:00

Elena Piano
Condizioni ambientali per la crescita di lampenflora in grotte turistiche.

Rosangela Addesso
La malattia verde delle grotte turistiche: come possiamo evitarla e controllarla. Esempi dal Lazio e da Pertosa-Auletta.


Giovedì 4 Marzo 2021, 21:00-22:00

Simona Cafaro
Castelcivita e Pertosa, e il mistero dell’evoluzione del carsismo negli Alburni (Campania)

Claudio Pastore
Una montagna e le sue acque: Alburni (Campania)


Giovedì 11 Marzo 2021, 21:00-22:00

Stefano Fabbri
Telerilevamento Laser in grotta: modelli 3D a supporto di studi geomorfologici e speleogenetici.

Tommaso Santagata
Monitoraggi di depositi glaciali in grotta attraverso il rilievo tridimensionale.


Giovedì 18 Marzo 2021, 21:00-22:00

Matteo Romandini
Neanderthal, ursidi e grotte: evidenze di interazione da prove archeozoologiche in Europa meridionale

Lisa Carrera
Uccelli fossili nelle grotte del Veneto e loro significato paleoambientale.


Giovedì 25 Marzo 2021, 21:00-22:00

Valeria Vaccher
Le grotte semisommerse del Mediterraneo: tra censimento, evoluzione morfologica e tutela

Giuseppe Matteo Riolo
La Grotta di Carburangeli: un esempio di flank margin cave (Sicilia)


Giovedì 1 Aprile 2021, 21:00-22:00

Pietro Valenti
Antropologia in grotta, il sito preistorico di Zubbio di Cozzo San Pietro.

Lucia Castagna
Grotta Loubens (Parco dei Gessi Bolognesi): ricostruire il passato con il solo cranio di una donna (Emilia Romagna).


Giovedì 8 Aprile 2021, 21:00-22:00

Simone Bernardini
Le croste nere sono tutte di manganese? Il caso della Grotte del Cervo (Abruzzo).

Alessia Nannoni
L’impatto della marmettola in grotta: il caso del Corchia (Toscana)


Giovedì 15 Aprile 2021, 21:00-22:00

Francesco Boschin
Il Carso Triestino nella preistoria: uomini e grotte.

Jacopo Crezzini
Neanderthal e Sapiens nelle grotte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.


Giovedì 22 Aprile 2021, 21:00-22:00

Giuseppe Nicolosi
Turisti in grotta e artropodi sotterranei: una convivenza possibile?

Enrico Lunghi
Geotritoni e grotte turistiche: che convivenza?


Giovedì 29 Aprile 2021, 21:00-22:00

Michele Onorato
Sistemi anchialini: l'incontro delle acque nel sottosuolo (Zinzulusa, Puglia)

Leonardo Ancillotto
I pipistrelli nelle grotte: una guida alla convivenza.


Giovedì 6 Maggio 2021, 21:00-22:00

Pietro Gutgesell
Il carsismo nei calcari paleozoici: l'area carsica di Timau.

Alice Busetti
Il carsismo nei gessi del Friuli Venezia Giulia: i rischi connessi ad un processo in rapida evoluzione.


Giovedì 13 Maggio 2021, 21:00-22:00

Valentina Balestra
Monitoraggio Ambientale nelle grotte turistiche: finalità e strumentazioni.

Daniela Cinus
Implicazioni ambientali delle grotte turistiche: dagli indicatori microclimatici agli impatti ambientali


Giovedì 20 Maggio 2021, 21:00-22:00

Stefano Marighetti
Dove vanno le acque dell’Altopiano di Asiago? (Veneto)

Isabella Serena Liso
Indagini idrogeologiche nelle grotte attive in Puglia.


Giovedì 27 Maggio 2021, 21:00-22:00

Veronica Chiarini
Gestione e monitoraggio delle grotte turistiche: esperienze con Adriaticaves (Emilia Romagna)

Veronica Nanni
Human dimension e grotte turistiche


Giovedì 3 Giugno 2021, 21:00-22:00

Guido Leone
la circolazione idrica sotterranea negli acquiferi carsici nell'Appennino.

Vittorio Catani
vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee in ambiente carsico.


Giovedì 10 Giugno 2021, 21:00-22:00

Lisa Foschi
Il mondo microbiologico dei moonmilk (latte di monte): la Grotta Nera (Abruzzo).

Federico Biagioli
La contaminazione del microbiota nelle grotte turistiche, implicazioni gestionali e possibili impieghi come bioindicatori.


Giovedì 17 Giugno 2021, 21:00-22:00

Ilaria Vaccarelli
Cave Microbial Survey: speleologi a supporto della microbiologia ipogea

Lorenza Rugnini
Finchè c'è luce, c'è vita: biofilm a cianobatteri in ambiente ipogeo.

Note sul programma

Il programma, nel corso delle serate, può subire qualche variazione o integrazione. Cercheremo di comunicarla tempestivamente ma non mancate di verificare su questa pagina eventuali modifiche.

Per i gruppi speleo

Il giovedì è serata di gruppo? Non preoccupatevi, lo streaming funziona benissimo anche dai pc presenti nelle vostre sedi e potrete seguire le puntate tutti assieme, commentare, discutere e ripensare gli argomenti.

(raccomandiamo mascherina e distanza!)

Le pillole di scienza di grotta

Giovedì 11 febbraio 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Prof. Stefano Benazzi

Com'era il clima in Sud Italia durante la scomparsa dei Neanderthal?
Ce lo dicono le stalagmiti.

L'intervento è diviso in due parti. La prima spiega come le stalagmiti registrino informazioni sul clima del passato. La seconda propone la ricostruzione del paleoclima in sud Italia durante una particolare fase dell'ultima era glaciale, periodo che ha visto la scomparsa dei Neanderthal in concomitanza con l'espansione dei "nuovi arrivati" Sapiens.

Dott. Andrea Columbu
Dott. Andrea ColumbuAssegnista di ricerca presso Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Bologna Alma Mater.
Sono un quasi giovane (classe 1987) geologo sardo che, dopo la laurea a Bologna, ha ottenuto il dottorato in Australia (Università di Melbourne). Al momento mi trovo di nuovo a Bologna, come assegnista di ricerca; ho avuto varie esperienze all’estero per ricerca, per esempio in Austria, Regno Unito, Cina, Spagna e Bosnia. Non sono un estremista speleologo, ma frequento spesso le grotte per ragioni scientifiche. Questo da quando ho capito come le grotte, e ciò che vi si trova dentro, possano aiutare a ricostruire determinati eventi geologici e ambientali succedutisi nel tempo. Nello specifico mi occupo di ricostruire il clima del passato tramite la composizione geochimica delle stalagmiti, e di comprendere come le variazioni del paleo-clima abbiano influito sulla genesi delle grotte e sull’evoluzione geologica superficiale dell’area sotto esame.

Neanderthal in Puglia. Alla scoperta delle memorie custodite dalle grotte.

Nel corso di questo intervento esploreremo alcuni aspetti della vita dei Neandertaliani pugliesi: cosa ci dicono di loro le tracce che ci hanno lasciato? Per far ciò, partiremo da uno scavo specifico, per affrontare la prima parte del mio intervento: metodi di scavo preistorico e di ricerca. Fatto ciò scopriremo alcuni dei risultati portati alla luce delle recenti ricerche in alcuni siti-chiave della Puglia, con un focus particolare sulle potenzialità dell'Archeologia spaziale.

Dott. Vincenzo Spagnolo
Dott. Vincenzo SpagnoloPostdoc presso l'Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia, Dipartimento Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Università degli Studi di Siena.
Sono nato nel 1985, uno dei ricordi più vecchi che riesco a far riemergere dalla mia memoria (forse di poco successivo alla piena conquista dell’andatura bipede) è la grande passione per il Passato profondo dell'Umanità. Mi sono specializzato in “Archeologia dello Spazio”: niente a che fare con gli alieni (immaginando la perplessità dei “profani” di fronte a questa strana specializzazione). Attraverso le mie ricerche (e con una certa dose di interdisciplinarietà e statistica), cerco di ricostruire come l'Uomo del passato organizzava e gestiva i propri luoghi di vita e come si interfacciava con il territorio circostante.
Dott. Vincenzo Spagnolo
Dott. Vincenzo SpagnoloPostdoc persso l'Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia, Dipartimento Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente, Università degli Studi di Siena.
Sono nato nel 1985, uno dei ricordi più vecchi che riesco a far riemergere dalla mia memoria (forse di poco successivo alla piena conquista dell’andatura bipede) è la grande passione per il Passato profondo dell'Umanità. Mi sono specializzato in “Archeologia dello Spazio”: niente a che fare con gli alieni (immaginando la perplessità dei “profani” di fronte a questa strana specializzazione). Attraverso le mie ricerche (e con una certa dose di interdisciplinarietà e statistica), cerco di ricostruire come l'Uomo del passato organizzava e gestiva i propri luoghi di vita e come si interfacciava con il territorio circostante.

Giovedì 18 febbraio 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Prof. Leonardo Piccini

Il carsismo sulfureo della Calabria: come riconoscerlo e studiarlo

Verranno presentati i principali meccanismi di formazione delle grotte sulfuree contestualizzandole nella realtà calabrese, dove recentemente numerose grotte sono state classificate come ipogeniche sulfuree.

Dott.ssa Ilenia D'Angeli
Dott.ssa Ilenia D'AngeliAssegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. GSB-USB.
Sono una geologa appassionata del mondo delle grotte e della speleologia dal 2009, quando all’interno del “Museo dell’uomo di Altamura”, ho visto la foto 3D del famoso Neanderthal e sentito la frase “…solo gli speleologi possono vederlo dal vivo…”…e aspetto ancora con insistenza il momento giusto per vederlo dal vivo, ma in Grotta! Da quel momento ho cercato di capire se la speleologia fosse veramente la galleria giusta. Ho iniziato a muovere i primi passi in grotta seguendo il corso di primo livello del GSB-USB, e poi subito ho fatto in modo che l’interesse all’attività divenisse anche scientifico. Durante il percorso di studi universitario ho imparato ad osservare le grotte, per cercare di comprendere come si formano. Ho partecipato a varie spedizioni internazionali visitando grotte a Cuba, USA, Filippine, Brasile, ed Europa. Sono rimasta ammirata dal rispetto con cui le altre popolazioni trattano gli ambienti di grotta, imbastendo sentieri e percorsi per evitare di distruggere la bellezza che la natura ha creato.

Il flusso dei fluidi nel sottosuolo del Massiccio della Majella: dalle fratture alle grotte sulfuree.

In questo intervento illustrerò come e perché fluidi provenienti da oltre 2 km di profondità nella crosta terrestre possano migrare verso la superficie e formare sistemi carsici peculiari, come quello del Cavallone-Bove nel massiccio della Majella (Abruzzo).

Dott. Luca Pisani
Dott. Luca PisaniDottorato di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali, Università di Bologna. GSB-USB Bologna
Ho iniziato ad interessarmi di speleologia nel 2015 con il GSB-USB di Bologna. Potrei quindi essere definito un “novellino” nonostante questa attività abbia ormai catturato completamente i miei sogni e la mia curiosità (oltre che i miei fine settimana). Oltre all’attività speleologica nel crudo e puro senso di esplorazione e documentazione geografica, mi interesso anche di scienza, nello specifico i rapporti tra stratigrafia, deformazione in rocce carbonatiche e speleogenesi. Ho conseguito la laurea magistrale a Bologna nel 2018 con una tesi sulle grotte nel sale del Deserto di Atacama (Cile). Sto attualmente lavorando su grotte in Italia centrale (Abruzzo) e nel nordest del Brasile (Bahia), con particolare riguardo alla ricostruzione dei percorsi di migrazione di fluidi aggressivi profondi, e conseguente formazione di sistemi carsici ipogenici.

Giovedì 25 febbraio 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Dott. Francescantonio D’Orilia

Condizioni ambientali per la crescita di lampenflora in grotte turistiche

Nel corso di quest’intervento presenterò i principali fattori ambientali che condizionano la crescita della lampenflora nelle grotte turistiche, utilizzando i dati raccolti in 4 grotte del Nordovest italiano. In particolare, mostrerò come i fattori ambientali influenzino in modo differente la crescita dei tre gruppi di microorganismi che principalmente compongono la lampenflora, ovvero diatomee, cianobatteri e alghe verdi.

Dott.ssa Elena Piano
Dott.ssa Elena PianoAssegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Università degli Studi di Torino.
Sono un’ecologa a tutto tondo, dato che nei 10 anni di ricerca che ho alle spalle mi sono spostata dalle grotte più profonde ai fiumi alpini, passando attraverso le città. Sono ora tornata in grotta ‘per turismo’: collaboro infatti con il Prof. Marco Isaia nell’ambito del progetto PRIN SHOWCAVE dedicato specificatamente allo studio degli impatti del turismo nelle grotte aperte al pubblico. Utilizzando un approccio interdisciplinare, il team di lavoro sta cercando di scoprire quali sono le principali minacce a cui sono esposte le grotte turistiche italiane per fornire linee guida volte alla loro conservazione.

La malattia verde delle grotte turistiche: come possiamo evitarla e controllarla. Esempi dal Lazio e da Pertosa-Auletta

Illustreremo i diversi impatti messi in atto sulle superfici dalla lampenflora e i possibili metodi di trattamento, sinora conosciuti, per controllarne la crescita.

Dott.ssa Rosangela Addesso
Dott.ssa Rosangela AddessoDottoranda di ricerca presso il Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli”, Università degli Studi di Salerno. Gruppo Speleo Melandro (GSM).
Sono una scienziata ambientale e speleologa. La mia storia in grotta ha avuto inizio con la tesi magistrale sulle vermicolazioni di grotta. Premetto che, amando gli spazi aperti, il bosco e la montagna, mai avrei pensato di calarmi in un pozzo o comunque in uno spazio chiuso e sotterraneo. La ricerca mi ha portato a scoprire questo straordinario mondo nascosto, e mi sono sentita una privilegiata a poter osservare e studiare un ecosistema così affascinante e ancora poco conosciuto, ad allo stesso tempo così fragile. Sono così entrata a far parte del Gruppo Speleo Melandro, e ho iniziato una collaborazione con la Fondazione MIdA, per attività laboratoriali ed esperienziali di divulgazione ambientale e come comunicatore scientifico presso il Museo del Suolo e il geosito delle Grotte di Pertosa-Auletta. Attualmente, sto svolgendo un dottorato di ricerca, presso l’Università degli Studi di Salerno, con un progetto in ecologia applicata sul monitoraggio ambientale ipogeo e sulla gestione sostenibile del turismo speleologico.

Giovedì 4 marzo 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Prof.Bartolomeo Vigna

I Monti Alburni: dal Pliocene ad oggi

La storia evolutiva di un massiccio montuoso può essere dedotta attraverso diversi aspetti. La presenza di forme carsiche (epigee ed ipogee) può aiutare a ricostruire le varie tappe che hanno portato all’attuale configurazione morfologica di un rilievo. L’altopiano degli Alburni con la presenza di superfici piane modellate in maniera differente e con un carsismo profondo importante ci ha permesso di ricostruire in parte la sua storia carsica dal Pliocene ad oggi.

Dott.ssa Simona Cafaro
Dott.ssa Simona CafaroConsulente scientifico della Fondazione MiDA- Musei Integrati dell’Ambiente.
Mi sono appassionata alla speleologia grazie ad un ricercatore e speleologo che mi ha introdotto in questo campo dal punto di vista scientifico (ero all’epoca una piccola ragazza sprovveduta che studiava Scienze della Terra all’Università degli Studi della Basilicata...diciamo che non è cambiato molto, sono rimasta sia sprovveduta che “piccola”!). Un bel imprinting che mi ha condotto nel gruppo speleologico GSA Vallo di Diano, che mi ha cresciuta e incoraggiata in diverse attività di ricerca. Da quando sono entrata nel mondo sotterraneo ho cercato di improntare i miei studi sulla morfogenesi ed evoluzione dei massicci carsici, cercando di collegare ciò che è accaduto in superficie con quello che sta nel sottosuolo, e se è possibile dare una cronologia agli eventi.

Una montagna e le sue acque: Alburni (Campania)

Vi racconterò quali sono i percorsi sotterranei che le acque seguono per poi sgorgare alle pendici dei Monti Alburni. Parleremo della funzione che hanno le grotte che si aprono sull’altopiano, dove queste acque vengono raccolte e inghiottite all’interno della montagna e del fiume sotterraneo che l’attraversa, per poi confluire alle varie sorgenti.

Dott. Claudio Pastore
Dott. Claudio PastoreDottorando di ricerca presso l'Istituto Svizzero di Speleologia e Carsismo (ISSKA). Università di Neuchâtel. Consigliere nel direttivo della Società Speleologica Italiana. GS Martinese.
Sono un giovane (1990) speleologo e geologo Pugliese, che ha iniziato l’attività speleologica nel 2006 all’età di 16 anni. Non sapevo che quella scelta mi avrebbe cambiato radicalmente la vita, dedicando sempre più tempo all’esplorazione e studio del mondo carsico. Dopo una triennale all’Università di Parma, mi sono trasferito a Bologna dove ho svolto la mia tesi di laurea magistrale su una tematica che mi sta molto a cuore, l’idrogeologia dei Monti Alburni, la mia casa natale speleologica. I miei interessi scientifici ora si sono spostati verso la climatologia sotterranea e l’interazione termica tra aria, acqua e rocce carsiche (che sono attraversate da questi due fluidi), nell’ambito di un dottorato di ricerca presso l’Istituto Svizzero di Speleologia e Carsismo, sotto l’egida dell’Università di Neuchâtel, portando avanti il progetto Thermokarst.

Giovedì 11 marzo 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Prof. Francesco Sauro

Telerilevamento Laser in grotta: modelli 3D a supporto di studi geomorfologici e speleogenetici.

Il seminario sarà un’occasione per mostrare le principali caratteristiche della tecnologia L.A.S.E.R. ed i principali risultati scientifici ottenuti grazie all’utilizzo di tale tecnologia in grotte diverse sia per costituzione, che per genesi: geomorfologia 3D dai Gessi Romagnoli ai Monti Lessini.

Dott. Stefano Fabbri
Dott. Stefano FabbriDipartimento di Fisica e Scienze della Terra, Università di Ferrara. Posizione Attuale: Assegnista di ricerca CoStUF (Coastal Study Unit Ferrara) – Docente esterno di “Applicazioni dei GIS e del telerilevamento alla cartografia territoriale”
Laureato in scienze Naturali, con una tesi sull’ecologia fluviale, ho avuto l’occasione di conseguire un Dottorato di Ricerca in Geologia presso l’Università di Bologna (e, in parte, la Flinders University di Adelaide, Australia), specializzandomi in sistemi di Telerilevamento, specialmente Laser Scanner e Droni, applicati alla geomorfologia soprattutto dei sistemi costieri. Insomma, ho studiato di tutto tranne le grotte!...ma proprio durante il periodo di dottorato ho conosciuto il Prof. De Waele e la sua banda, che mi hanno convinto a portare e testare i miei strumenti in grotta. Da allora abbiamo avuto diverse fruttuose collaborazioni, che mi hanno portato ad esplorare (il meno possibile!) e rilevare diversi tipi di grotte, dai gessi romagnoli fino al deserto di sale di Atacama (Cile). Personalmente questi ambienti mi incutono tanto riverenza quanto interesse, non solo da un punto di vista geomorfologico o delle dinamiche naturali che li creano, ma anche nel loro fascino intrinseco e nella sfida mentale che sta dietro l’entrarci dentro.

Progetto Cenote: monitoraggi di depositi glaciali in grotta attraverso il rilievo 3D

Nel corso di questo intervento parleremo delle tecnologie per il rilievo tridimensionale applicate allo studio di depositi glaciali in grotta prendendo come esempio il progetto di monitoraggio dell’Abisso Cenote, una delle grotte più profonde e con il più imponente glacionevaio interno delle Dolomiti ad oggi conosciuto (oltre mezzo milione di metri cubi di volume).

Dott. Tommaso Santagata
Dott. Tommaso SantagataVigea srl ; La Venta Esplorazioni Geografiche; Gruppo Speleologico CAI di Carpi Posizione Attuale: Geometra; Amministratore presso Vigea srl
Sono sempre stato appassionato dello studio e della rappresentazione del territorio oltre ad un particolare interesse per le nuove tecnologie. Per qualche anno ho studiato scienze geologiche e grazie a questo sono venuto a conoscenza della speleologia. Il fascino dell’esplorazione in mondi ignoti mi ha stregato da subito ma un po' alla volta ho trovato ancora più interessante cimentarmi nel rilievo tridimensionale di ambienti così complessi come le grotte, un modo per approfondire anche il mio ambito lavorativo ed unire le mie passioni. Nel 2014 ho partecipato alla mia prima spedizione all’estero (Messico), cui sono seguiti tanti altri progetti in giro per il mondo, dai ghiacciai della Patagonia e dell’Islanda alle grotte più antiche del mondo nascoste tra i Tepui del Venezuela, nei deserti di sale di Iran e Atacama, nei lava tube delle isole Galapagos, tra le Alpi albanesi, nelle Filippine, spesso con l’obiettivo di realizzare rilievi e documentazione in 3D o per testare nuove tecnologie. La speleologia mi sta regalando la possibilità di vivere queste esperienze incredibili mentre cerco ancora di capire come studiare e rappresentare al meglio il mondo delle grotte attraverso il rilievo tridimensionale. Per questo spero di arrivare a capirci qualcosa il più tardi possibile!!

Giovedì 18 marzo 2021 dalle ore 21:00 alle ore 22:00

Introduce il Prof. Marco Pavia

Neanderthal, ursidi e grotte: evidenze di interazione da prove archeozoologiche in Europa meridionale.

Questo seminario illustra come fin dal Paleolitico esseri umani e orsi hanno condiviso grotte in buona parte d’Europa, come dimostrano le tante ossa scoperte in associazione a manufatti litici. Alcuni ritrovamenti in particolare, tra cui quelli di due grotte del Nord-Est Italia, mostrano che decine di migliaia di anni fa gli uomini di Neanderthal, poco prima della loro scomparsa dal nostro territorio, ebbero degli “incontri ravvicinati conflittuali” con i grandi plantigradi, nei quali i secondi sembrano aver avuto la peggio.

Dott. Matteo Romandini
Dott. Matteo RomandiniDipartimento di Beni Culturali, Università di Bologna Alma Mater. Posizione Attuale: Assegnista di ricerca
Sono un “giovane-adulto” (classe 1979) archeozoologo e tafonomo, impegnato da ormai più di un decennio nello studio delle archeofaune. Mi sono dottorato all’Università di Ferrara dove ho svolto 10 anni di postdoc. Attualmente sono Assegnista del progetto ERC “SUCCESS”, coordinato da Prof. Stefano Benazzi. Dal 2013 mi occupo della direzione del Museo della Grotta di Pradis (Clauzetto – PN). Ho avuto il piacere di indagare numerose grotte e ripari in tutta Italia. Nello specifico mi occupo, come in una “scena del crimine”, di investigare i resti scheletrici presenti in un determinato contesto archeologico, identifico eventuali “vittime” e “colpevoli” tra gli animali o gli uomini e ove possibile, il “movente”. Ricostruisco inoltre eventuali scenari ambientali del passato a partire dalla determinazione degli stessi resti ossei.

Uccelli fossili nelle grotte del Nord-Est Italia: implicazioni paleoambientali e paleoclimatiche

Con l’intervento di questa sera illustrerò come si svolge lo studio dell’avifauna fossile da depositi di grotta pleistocenici e quali informazioni può fornire. Nel dettaglio, descriverò le specie rinvenute in due grotte del nord-Est Italia e le importanti indicazioni paleoambientali e paleoclimatiche che esse hanno fornito.

Dott.sa Lisa Carrera
Dott.sa Lisa CarreraDipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali. Università di Bologna. Posizione Attuale: Dottorato di ricerca
Fin da bambina ho manifestato una forte propensione per le materie naturalistiche, soprattutto Ornitologia e Paleontologia. Queste passioni mi hanno portato a conseguire la laurea triennale in Scienze Naturali e in seguito la laurea Magistrale in Quaternario, Preistoria e Archeologia presso l’Università di Ferrara. Negli anni dell’Università ho svolto numerose attività sul campo in ambito ornitologico ed archeologico/paleontologico, costruendomi un buon bagaglio di esperienze. Con la tesi magistrale sono riuscita a coniugare le mie principali passioni, iniziando ad occuparmi dello studio dell’avifauna fossile. Oggi mi occupo principalmente dello studio degli adattamenti degli uccelli alle oscillazioni climatiche del passato, ma studio anche i resti fossili degli uccelli per ricostruire le interazioni tra uomini ed uccelli nella Preistoria.
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