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CASOLA2018 INCONTRO INTERNAZIONALE DI SPELEOLOGIA | 1-4 NOVEMBRE | CASOLA VALSENIO | RA | ITALY

CASOLA2018 INCONTRO INTERNAZIONALE DI SPELEOLOGIA
1-4 NOVEMBRE | CASOLA VALSENIO | RA | ITALY

CASOLA2018 INCONTRO INTERNAZIONALE DI SPELEOLOGIA
1-4 NOVEMBRE | CASOLA VALSENIO | RA | ITALY

RAPPRESENTAZIONI DEL MONDO SOTTERRANEO

Nell'immaginario collettivo lo speleologo percorre spazi bui, sconosciuti, lontani e scollegati dal quotidiano del mondo esterno, un limbo del quale poco si conosce e poco c'è da dire.

Noi sappiamo invece che il mondo ipogeo non solo è ricco e complesso ma è parte integrante della montagna e del suo territorio.
Lo speleologo illumina e percorre spazi che rappresentano la parte vuota del globo e un mondo che va descritto, documentato e raccontato, ma prima di tutto va esplorato. Lo speleologo è alla continua ricerca di spazi nuovi da percorrere per conoscere meglio la geografia interna della montagna e il suo territorio, la sua acqua, la sua aria, la fauna e la flora; studia l'ambiente esterno e si relaziona con chi ci vive.
Lo speleologo è di fatto un geografo del vuoto della montagna.


UNO SGUARDO COMPARATIVO TRA STORIA, CULTURA E IDENTITÀ.

La serata d'inaugurazione di Casola2010 geografi del vuoto si apre con un viaggio sul rapporto culturale uomo-montagna-ambiente che parte dalle Alpi e arriva alla Vena del Gesso romagnola. La montagna e le sue valli sono state spesso interpretate come luoghi marginali, difficili, pericolosi, barriere tra i popoli. E' realmente così? Esiste una comune identità delle genti e dei luoghi di montagna? Quali le sue contraddizioni?


ESPLORAZIONE, VALORIZZAZIONE E TUTELA DEGLI AMBIENTI IPOGEI

La ricchezza e la diversità di un parco carsico (di una riserva, di un'area protetta con presenza di grotte), sono date, anche, dalla presenza di cavità naturali nel territorio di pertinenza. La conoscenza degli ambienti ipogei è resa possibile dagli speleologi che ricercano, esplorano, riportano dati e informazioni. Il vuoto conosciuto serve a ricostruire percorsi di acque, a monitorare variazioni climatiche, studiare reperti e speleotemi, a segnalare inquinamenti antropici, a suggerire soluzioni di tutela. Ma la frequentazione delle cavità può infrangere ecosistemi particolarmente fragili, all'interno o in aree limitrofe. Esiste un equilibrio possibile tra esplorazione e salvaguardia del carsismo? L'obbiettivo è focalizzare, per dirimerli, i possibili nodi di conflitto tra la frequentazione necessaria e il rigore della tutela.


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