La Grotta come Risorsa
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La Grotta come Risorsa

Aspetti e potenzialità della fruizione turistica delle grotte

Le aree carsiche sono un patrimonio di molteplici risorse. Possono essere potenziali serbatoi di risorse idropotabili, sono sicuramente luogo di biodiversità interna e di superficie, rappresentano un unicum importante e da difendere. Nel considerare un area carsica non si può mai dimenticare l’antropizzazione della stessa, ovvero le Comunità che vivono nell’area o ai confini della stessa. E non si possono dimenticare gli speleologi che possono offrire informazioni decisive per valorizzare e caratterizzare il territorio, tutelarne le risorse ed esaltarne le potenzialità. E’ evidente che, quando si parla di valorizzazione si parla anche di possibili turisticizzazioni, inevitabilmente impattanti sul mondo ipogeo e sul paesaggio di superficie. Nel tempo, si è creata sensibilità sulla necessità di “limitare il danno”, di rendere rimovibili le strutture di fruibilità interne alle grotte turistiche, di calibrare qualità e quantità di interventi. Allo stesso tempo si cerca di utilizzare le grotte turistiche, laddove vi è sensibilità, come baricentri per esperienze didattiche e divulgative. Spesso oltre alle zone turisticizzate, vi sono accompagnamenti in parti ipogee senza strutture, in aree limitrofe alle grotte si installano esposizioni didattiche o si tengono laboratori. Il Convegno avrà come baricentro la presentazione del XXII Congresso di Speleologia, ma soprattutto l’insieme di relazioni che ha portato ad individuare Pertosa-Auletta (SA) come sede del Congresso, i Comuni del territorio e MidA, che gestisce la Grotta dell’Angelo come naturali partner dell’evento congressuale.

Sin dalla fine dell’800 si evidenziarono le peculiarità della Grotta dell'Angelo (Pertosa-Auletta in provincia di Salerno) ancora oggi di estrema rilevanza nel panorama archeologico, antropologico e paleontologico nazionale. Questo ha rappresentato anche la scintilla che, dalle prime esplorazione del 1924 ad oggi, ha permesso di scoprire uno dei principali sistemi carsici a livello nazionale. I massicci degli Alburni e del Cervati unitamente alle zone del Basso Cilento, non a caso cornici del Parco Nazionale, sono state da ultimo riconosciute anche a livello internazionale dall'UNESCO ed inserito nella rete dei Geoparchi quali “territori caratterizzati da un patrimonio geologico particolare da cui discerne una strategia di sviluppo sostenibile”. Non a caso il tema proposto per il XXII Congresso Nazionale 2015 “Condividere i dati” intende mettere in luce l'imperativa necessità di rendere fruibili alla comunità le conoscenze assunte dagli speleologi. I dati raccolti nelle molte discipline di interesse speleologico devono essere cioè veicolati e tradotti per un pubblico più ampio, al fine di rendere l'intera comunità (amministratori e residenti) un unicum indissolubile col proprio territorio. Al contempo, questo permette agli speleologi di essere riconoscibili e riconosciuti.

Obbiettivo del Convegno. Mettere a confronto i molteplici soggetti che operano e amministrano in aree carsiche dove sono presenti grotte turisticizzate.

Saranno coinvolti e relazioneranno Società Speleologica Italiana, Commissione Centrale per la Speleologia del CAI, Fondazione MidA (Musei integrati dell’Ambiente) e AGTI (Associazione Grotte Turistiche Italiane), Comitato organizzativo XXII Congresso di Speleologia, Federazione Speleologica Campana. Invitati a comunicare il Parco della Vena del Gesso Romagnola e il Parco dei Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa, la Federazione Speleologica dell’Emilia-Romagna, l’Unione dei Comuni ( Casola V., Riolo Terme, Brisighella et…) e la Regione Emilia-Romagna. Chairman, un giornalista esperto di settore.

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